
Crescere bambini all’estero è un’esperienza ricca e stimolante. Molte famiglie fanno questa scelta proprio per offrire ai propri figli maggiori opportunità, ed è una scelta bellissima: i bambini crescono in ambienti internazionali, entrano in contatto con culture diverse e imparano più lingue in modo naturale.
Proprio questa ricchezza linguistica è uno degli aspetti più preziosi della vita all’estero. I bambini sviluppano una grande flessibilità, passano da una lingua all’altra con naturalezza e costruiscono fin da piccoli una competenza che sarà per loro una risorsa importante nel tempo.
Accanto a tutto questo, però, emergono anche alcune piccole sfide quotidiane. Una delle più comuni riguarda proprio l’italiano. Con il tempo, molti genitori si accorgono che la lingua cambia: all’inizio i bambini capiscono tutto, poi iniziano a rispondere nella lingua del Paese in cui vivono e, pian piano, l’italiano resta legato a momenti precisi.
Per questo diventa importante non trascurarlo, per permettere ai bambini non solo di capirlo, ma di conoscerlo davvero e sentirsi sicuri anche in questa lingua.
Una lingua fatta di affetti
Spesso è la lingua delle estati in Italia, delle vacanze con i nonni, dei piatti preferiti che solo loro sanno cucinare, delle coccole e del tempo lento. Una lingua piena di emozioni, ma non sempre presente nella vita di tutti i giorni.
Chi vive queste situazioni riconosce anche quei momenti divertenti, e a volte un po’ disarmanti, in cui i bambini mescolano tutto: parole inventate a metà tra due lingue, frasi in cui si infilano termini stranieri perché “in italiano non mi viene”, oppure il classico “lo so, ma lo so nell’altra lingua!”.
Sono momenti belli, che raccontano quanto sia naturale per i bambini muoversi tra più lingue, ma allo stesso tempo fanno capire quanto sia facile che l’italiano resti un po’ indietro.
Molte famiglie fanno già tanto. Parlano italiano a casa, leggono libri, cercano di mantenere un contatto con la lingua, ed è fondamentale. In una città come Zurigo, ad esempio, l’italiano è comunque vicino: si sente per strada, si va facilmente in Ticino, si può tornare abbastanza spesso in Italia.
Questo aiuta, certo, ma non sempre basta per far sì che i bambini parlino con sicurezza o riescano davvero a esprimersi con naturalezza.
Un aspetto che spesso emerge con il tempo è quello della scrittura. Molti bambini parlano “abbastanza” italiano, ma quando si tratta di scrivere, si bloccano ed è proprio lì che si vede la differenza. Riuscire a scrivere significa organizzare il pensiero, scegliere le parole giuste, costruire frasi complete. È un passaggio fondamentale per poter dire davvero di conoscere una lingua. Senza questa parte, l’italiano rischia di restare qualcosa di un po’ fragile, legato al parlato e alle situazioni familiari, ma difficile da usare in modo più ampio e sicuro.
Quando serve qualcosa in più
Per questo, a un certo punto, alcune famiglie sentono il bisogno di un supporto in più.
In questo contesto, il ruolo dell’insegnante di italiano è diverso da quello che si immagina di solito. Non si tratta solo di “insegnare”, ma di creare uno spazio in cui l’italiano diventa una lingua viva, da usare, sperimentare, anche sbagliando.
Con un insegnante, i bambini fanno spesso una scoperta importante: capiscono che possono usare l’italiano anche nel Paese in cui vivono, non solo con mamma e papà. Scoprono di essere in grado di parlarlo davvero, di farsi capire, di comunicare. E questo contribuisce a creare in loro una grande sicurezza.
È proprio questa sicurezza che permette poi alla lingua di crescere e consolidarsi nel tempo.
Un approccio che funziona
Per i più piccoli è importante che l’apprendimento avvenga in modo giocoso, attraverso attività coinvolgenti e naturali. Con i bambini più grandi, invece, diventa fondamentale proporre attività che li interessino davvero, tenendo conto che l’italiano è spesso qualcosa in più rispetto alla scuola che già frequentano quotidianamente.
Allo stesso tempo, è importante mantenere un equilibrio: lavorare sulla lingua in modo mirato, senza limitarsi solo alla cultura italiana, che resta comunque un elemento prezioso, ma senza trascurare la struttura della lingua stessa. Saper scrivere è fondamentale, e anche un po’ di grammatica è necessaria, senza appesantire troppo, ma dando ai bambini gli strumenti per usare l’italiano con maggiore consapevolezza.
Il mio lavoro con le famiglie all’estero
Ogni bambino ha il suo percorso. C’è chi parla già ma ha bisogno di fare un passo in più, chi capisce ma fatica a esprimersi, chi ha bisogno di ritrovare un contatto più continuo con la lingua. Per questo è importante un approccio flessibile, che si adatti davvero alla situazione di ciascuno.
È proprio da queste esperienze che nasce il mio lavoro. Sono insegnante di italiano per bambini e lavoro con famiglie italiane all’estero, accompagnando i più piccoli nel mantenere e sviluppare la lingua in modo naturale e positivo.
Lavoro sia in presenza a Zurigo sia online, con percorsi pensati per adattarsi all’età e al livello dei bambini. Attraverso attività mirate, momenti di conversazione e lavoro sulla lingua scritta, cerco di aiutare i bambini non solo a capire l’italiano, ma a usarlo con più sicurezza e autonomia.
Se ti riconosci in queste situazioni e senti che tuo figlio potrebbe avere bisogno di un piccolo supporto in più, puoi trovare maggiori informazioni sul mio lavoro sul mio sito unamammaitalianazurigo.com oppure contattarmi direttamente su Instagram: @unamammaitalianazurigo o tramite la mia pagina Facebook.
