Vai al contenuto
Home » Blog (IT) » Cosa vuol dire essere “Bilingue”?

Cosa vuol dire essere “Bilingue”?

Crescere un figlio all’estero, o con un partner che parla un’altra lingua, significa crescere bambini che parleranno automaticamente più di una lingua: magari italiano con mamma, tedesco con papà, inglese come lingua comune… e se si vive in un terzo Paese, anche la lingua del posto!

In questo contesto, molti genitori si fanno la stessa domanda: “Il bilinguismo può creare confusione o problemi al linguaggio?”

Per rispondere, è fondamentale chiarire cos’è davvero il bilinguismo.

Illustrazione di bambini di diverse etnie intorno al mondo che salutano in varie lingue (hello, ciao, hola, salut, hallo, buongiorno), simbolo di multiculturalità e comunicazione globale.

Essere bilingue non significa parlare due lingue perfettamente, senza errori e allo stesso livello. Significa usare più lingue nella vita quotidiana, per comunicare, giocare, esprimere bisogni ed emozioni. È un’esperienza naturale e dinamica, non una prestazione da misurare.

Dal punto di vista scientifico, i bambini bilingui raggiungono le tappe di sviluppo del linguaggio negli stessi tempi dei bambini monolingui.
Possiamo tirare un sospiro di sollievo: il bilinguismo, di per sé, non causa ritardi linguistici.

Quello che può cambiare è l’aspetto del linguaggio se lo si osserva solo in una singola lingua, senza considerare l’esposizione complessiva e confrontando i bambini bilingui o multilingui con i bambini che di lingua ne parlano una sola (ed è qui che nascono molti equivoci e falsi miti).

Tra i falsi miti più diffusi abbiamo:

Il bilinguismo confonde i bambini ❌.

No! I bambini bilingui hanno un unico sistema linguistico che integra le lingue che sentono ogni giorno. Per questo possono mescolare le lingue o usare una parola di una lingua quando non trovano subito l’equivalente nell’altra. Questo comportamento è normale e funzionale alla comunicazione.

Per considerarsi bilingui, bisogna parlare sempre tutte le lingue allo stesso livello ❌.

No! È normale che una lingua diventi più forte dell’altra in certi periodi, soprattutto quella dell’ambiente in cui il bambino passa più tempo. Questo non significa che l’altra lingua venga “persa”.

I bambini bilingui hanno un vocabolario più ridotto rispetto ai monolingui ❌.

No! Il linguaggio bilingue non si valuta contando solo le parole in una lingua. Nei bambini bilingui è importante considerare il vocabolario totale, cioè l’insieme delle parole conosciute in tutte le lingue che il bambino usa. Se guardiamo una sola lingua e la confrontiamo con quella di un monolingue, rischiamo di avere un’immagine distorta.

Capire cos’è davvero il bilinguismo permette di osservare il proprio bambino con maggiore serenità, evitando confronti inutili e paure infondate. Nei prossimi articoli entreremo nel dettaglio delle situazioni più comuni che le famiglie bilingui incontrano crescendo i figli all’estero.

Io sono Valentina, logopedista italiana specializzata in multilinguismo e mamma italiana in Olanda.
Se hai dubbi sul linguaggio di tuo figlio o di tua figlia e vuoi capire meglio se ciò che osservi rientra nella normale variabilità del bilinguismo, puoi richiedere una consulenza individuale.
Mi trovi su Instagram come @logopedistavale, dove condivido contenuti sullo sviluppo del linguaggio nei bambini bilingui e multilingui.